sabato 11 maggio 2013

Rigoletto, Teatro Massimo, 3, 5, 7, 9 maggio, Palermo

Desirée Rancatore GILDA
Dimitri Platanias RIGOLETTO
Massimiliano Pisapia DUCA DI MANTOVA
Andrea Mastrioni SPARAFUCILE
Chiara Fracasso MADDALENA

Giuseppe Finzi DIRETTORE D'ORCHESTRA
Henning Brockhaus REGIA




Desirée Rancatore ha cantato per la prima volta la sua Gilda nel suo Teatro, il Massimo di Palermo, nella produzione del famoso regista tedesco Henning Brockhaus
Insieme a Olympia dei Racconti d'Hoffamann, Gilda è il ruolo che più ha interpretato nella sua carriera. Debuttato a Melbourne in Australia nel '99, oggi, canta Rigoletto nel suo paese Natale dove la aspettavano da anni !
Tanti i suoi ammiratori palermitani e non, tanti i turisti che affollano Palermo in questo periodo dell'anno, tantissimi i fans venuti dal Giappone e dalla Cina che rincorrono Desirée in tutto il mondo... recite sold out!
Il successo era inevitabile e i 4 bis su 4 della Vendetta con il baritono Dimitri Platanias anche. (con lui sarà ancora Gilda a Londra il 15 settembre al Barbican Center diretti dal M Gianandrea Noseda, con Giuseppe Filianoti Duca di Mantova)


Lannino Studio Camera

Lannino Studio Camera
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Lannino Studio Camera
Lannino Studio Camera
Lannino Studio Camera
Lannino Studio Camera

conferenza stampa

conferenza stampa
conferenza stampa

mercoledì 1 maggio 2013

Opéra debuts Lyon !

Volevate i colpi di scena ? eccoli qua !
pubblicato il calendario 2013/2014 dell'Opéra de Lyon nel quale compare Desirée Rancatore in ben due opere: due debutti!
Il primo appuntamento sarà a Dicembre 2013 con Les contes d'Hoffmann.
Desirée Rancatore termina il suo 2013 con un ritorno alle origini, con quell'opera di Offembache l'ha resa celebre. Declamata spesso dalla critica come la più grande Olympia della sua epoca, il soprano affronta l'opera in toto debuttando i 4 ruoli femminili dell'opera. Sarà Giulietta, Olympia, Antonia e Stella nella messa in scena di Laurent Pelly (già interpretata da Natalie Dessay al Liceu di Barcellona), il suo Hoffmann sarà uno dei più grandi interpreti del repertorio francese di questi anni: John Osborne.

"Sur scène, deux grands sopranos qui alterneront dans les quatre rôles, Patrizia Ciofi et Désirée Rancatore, et, en Hoffmann, John Osborn, un des plus grands spécialistes actuels de l’opéra romantique français. Tous les atouts pour servir un vrai grand opéra français"

E poi ? parte il 2014 a febbraio con un altro grande debutto come Contessa Adèle ne Le Comte Ory di G. Rossini in un nuovo allestimento, ancora una volta del regista francese Pelly. Con lei sulla scena Dimitri Korchak.

"Pour l’occasion, le public lyonnais découvrira le soprano sicilien, Désirée Rancatore, une habituée de Salzbourg qui a triomphé au Royal Covent Garden de Londres et est quasiment devenue l’interprète titre de l’Olympia des Contes d’Hoffmann d’Offenbach. Tout récemment, elle a alterné avec Natalie Dessay à l’Opéra de Paris dans la légendaire production de La Fille du régiment de Donizetti, mise en scène par… Laurent Pelly.
Comme on se retrouve !"





martedì 23 aprile 2013

Rigoletto 21 aprile, Teatro Verdi, Salerno

Leo Nucci RIGOLETTO
Desirée Rancatore GILDA
Celso Albelo DUCA DI MANTOVA

FranciscoIvan Ciampa DIRETTORE D'ORCHESTRA
Lorenzo Amato REGIA e LUCI



  






E' ufficialmente partita la fase Rigoletto dell'anno Verdiano di Desirée Rancatore con una recita speciale. 
Lo scorso novembre a Parma un' unica recita di Gala del Rigoletto al teatro Regio, vedeva riuniti tre nomi che risuonavano della loro storia nei rispettivi ruoli: Leo Nucci, Desirée Rancatore e Celso Albelo. Tutti e tre numerose volte interpreti del Buffone, la Figlia e il Duca, considerati odierni punti di riferimento per quest'opera, ma mai insieme in tre la stessa sera sullo stesso palco. Quella sera diretti da Daniel Oren al Teatro Regio, una recita importante di Rigoletto che ha riunito questi tre grandi nomi nei loro personaggi d'elezione. Tutti avevano capito che era una serata speciale, e sapevano che non sarebbe stato facile riviverla. 
Si sbagliavano.
Ci ha pensato sempre il Maestro Oren (sostituito da un interessante e meritevole M Ivan Ciampa) a ristabilire la Triade Rigolettiana nel suo Teatro, il Verdi, a Salerno. 
Una serata memorabile rivissuta per la seconda volta, coronata dal bis della "Vendetta tremenda Vendetta" a grande richiesta del pubblico. 

Desirée Rancatore ha iniziato il suo "anno di Rigoletti" con una serata evento, come del resto aveva chiuso l'anno precedente e come l'anno precedente con un enorme successo di pubblico. Considerata ormai una Gilda di riferimento dalla critica nazionale e internazionale, la sua profonda lettura del ruolo, che canta ormai dal 2001, fa uscire completamente il personaggio, rendendolo parte motivante e non passiva della storia. Questo è uno dei meriti che le viene spesso riconosciuto da pubblico e critica, e questo avremo ancora per molti altri appuntamenti nell'anno verdiano. 
Prossima Gilda al Teatro Massimo, a Palermo.








lunedì 25 marzo 2013

Marzo 2013: Ospite d'onore e Premio alla Carriera

In questo marzo 2013 Desirée Rancatore è stata ospite d'onore nei concerti a Villa Malfitano nella sua Palermo per l'Associazione Ester Mazzoleni, al Teatro Filarmonico di Verona per VeronaLirica, in più il Circolo della Lirica di Padova le ha conferito il premio alla carriera. 
Le motivazioni secondo le quali un soprano così giovane viene già considerato ospite d'onore, guest star e degno di ricevere un premio alla carriera, ce le spiega in modo chiaro la Motivazione che si legge incisa nel premio conferitole: 












"A Desirée Rancatore, soprano di coloratura dal pregevole virtuosismo, dalle personalissime e moderne interpretazioni, che fin dal giovanissimo debutto di Salisburgo si conferma eccellenza siciliana in campo internazionale, per bravura, eleganza e rare doti di semplicità, umanità e simpatia, il Circolo della Lirica di Padova assegna il Premio alla Carriera 2013 con l'augurio di una lunga e sempre più emozionante carriera ricca di successi"







SempreLibera

martedì 12 marzo 2013

RANCATORE/VERDI200 !

2013. Bicentenario di Giuseppe Verdi. 
     Il Primo gennaio di questo anno, così significativo per la storia dell'opera italiana, Desirée Rancatore si è esibita in euro visione nel Concerto di Capodanno del Teatro la Fenice di Venezia (prima nella storia ad essere per la seconda volta una solista protagonista di questo evento) cantando Mercè dilette amiche e Sempre Libera.
     Il 26 gennaio ha debuttato a sorpresa il ruolo di Violetta Valery ne La Traviata, con grande successo di pubblico e della critica internazionale. Un ruolo che ha sognato di cantare per intero tutta la vita, e che mai fu più significativo debuttare ora, in apertura dell'anno in cui si festeggiano i 200 anni dalla nascita del Grande Maestro.
     Questi due eventi, che sembrano quasi coincidenze magiche, sono solo i primi due tasselli che compongono il 2013 del soprano palermitano, in vista del suo "personale contributo" a onorare il compositore con moltissime partecipazioni verdiane nel suo calendario.
      Parola d'ordine 2013 : Gilda. Dopo il recente debutto in Traviata, si riparte con Rigoletto, una delle opere ormai più eseguite dal soprano, a oggi definita a tutti gli effetti dalla critica una Gilda di riferimento ["Gilda di riferimento per la capacità di coniugare virtuosismo vocale a sensibilità espressiva" Teatro.org - "Désirée Rancatore is the perfect Gilda" Seen and heard international]. 
      La prima tappa sarà una data unica, il 21 aprile, al Teatro Verdi di Salerno, con lo stesso cast dell'ultimo Rigoletto cantato nel 2012, Serata di Gala al Regio di Parma (Oren - Nucci, Rancatore, Albelo). Arriviamo a maggio, dove Desirée interpreterà per ben due volte il ruolo di Gilda, prima dal 3 al 9 nel suo Teatro, il Massimo di Palermo con Gianluca Terranova e Dimitri Platanias e successivamente dal 17 al 26 con un debutto al Teatro San Carlo di Napoli con Celso Albelo e Dimitri Hvorostovsky. Successivamente, il 15 settembre di nuovo Rigoletto in forma di concerto al Barbican Center di Londra diretta dal Maestro Noseda con Giuseppe Filianoti e Dimitri Platanias. La Rancatore terminerà il suo ciclo verdiano in settembre/ottobre con un altro debutto al Gran Teatre Liceu di Barcellona con dei concerti per il bicentenario.

Rumors dicono... e non è finita qua. 


SempreLibera 

venerdì 25 gennaio 2013

La Traviata: Opera de Monte Carlo 26, 30 gennaio 1, 3 febbraio

Desiree Rancatore VIOLETTA VALERY
Antonio Gandia ALFREDO GERMONT
Stefano Antonucci GIORGIO GERMONT
Loriana Castellano ANNINA
Liliana Mattei FLORA BERVOIX
Alain Gabriel GASTONE
Gabriele Ribis IL BARONE DUPHOL

Direction musicale Marco Armiliato
Mise en scene Jean-Louis Grinda
Decors Rudy Sabonunghi
Costumes Jorge Jara








"Debuttare in un personaggio come Violetta, è un’autentica sfida e la palermitana DR ha conseguito un trionfo personale in questo suo nuovo ruolo. Con una interpretazione sempre commovente e da grande attrice, ha affrontato il primo atto con passaggi di coloratura, sopracuti, scale e ancora ornati eseguiti alla perfezione, come a testimoniare la sua riconosciuta valentia. Nel registro centrale e in quello grave ha saputo coniugare uniformità e naturalezza, smalto e puntature proiettandosi oltre l’orchestra e il coro e quando necessario soccorrendo anche i suoi colleghi nella tenuta dei tempi"
OperaActual Carmine Salerno

La soprano Désirée Rancatore, émouvante et émue, dans une «Traviata » intimiste à l’Opéra de Monte-Carlo

"elle a aussi enthousiasmé l’opéra Bastille dans « La Fille du Régiment » malgré ou peut-être en raison de son accent — Désirée Rancatore transcende littéralement le personnage de Violetta Valery dont elle fait ressentir vocalement et scéniquement les méandres abyssaux de l’âme. Dès ses premières inquiétudes à l’acte I sur la nature des sentiments qu’elle éprouve pour Alfredo « E strano », inquiétudes ponctuées par ses trilles magnifiques et ses piqués tranchants dans « Sempre libera », de son renoncement poignant à l’acte II « Aime moi Alfredo, autant que moi je t’aime » jusqu’au pathétique « Addio del passato » précédant de peu son paroxystique « si bémol » sur lequel elle expire à l’acte III en plein carnaval comme la maîitresse de Dumas, la soprano originaire de Palerme émeut et reçoit ovations sur ovations. Elle-même fond en larmes lors des applaudissements semblant avoir épuisé ses réserves dans sa bouleversante expressivité du rôle titre"

Jean Luc-Vannier www.musicologie.org


foto ©A. Hanel
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Désirée Rancatore, elle a quelque chose en plus
par Sylvain Fort

Est-ce dans le timbre ? La posture scénique ? Tel accent ou telle couleur de la voix ? Ecouter Desiree Rancatore, c’est se dire : « Elle a quelque chose en plus ».

Quelque chose qui arrache ses rôles habituels à la vocalité virtuose et un peu froide où parfois on les cantonne. Quelque chose qui brûle, et parfois dévore, chez des personnages voués aux extases roucoulantes. Quelque chose aussi qui témoigne d’une très longue mémoire du chant. Dans cette vocalité et cet art de l’interprétation se retrouve quelque chose de la ferveur des prime donne italiennes du début du XXe siècle dont le témoignage nous est resté -  une Galli-Curci par exemple. Et sans doute ce que l’on entend et qui la met à part, la rend toute différente de ses illustres contemporaines, c’est une ferveur vocale qui est aussi une culture du chant.

Derrière cela, assurément, l’ancrage familial, dans cette Sicile où le chant longtemps fut de toutes les célébrations, de tous les instants - préférant souvent la vocalité nue aux complexités chorales, les cordes pincées aux grandes orgues. De là cette concentration dans la voix seule de toutes les émotions : le bel canto, c’est la voix-émotion, et non la voix-instrument. C’est peut-être cela, le quelque chose en plus. C’est, avant même d’être une voix, une écoute. La mère, artiste du chœur au Teatro Massimo de Palerme, prenant en main la première formation vocale de sa fille ; le père, clarinettiste dans l’orchestre, fou de disques, jouant de son instrument à la maison ; et tout de suite la voix et l’instrument se mêlent dans les couleurs et la ligne de Mozart ou Brahms. Desiree Rancatore fut précoce parce que très tôt elle fut prête, ne sachant elle-même d’où elle tenait ce naturel de la ligne et du galbe, sinon de cette infusion d’enfance, ni ce « tot di acuti » (une certaine quantité d’aigus) que lui reconnurent ses professeurs, lui conseillant de ne pas le gâcher. L’immémorial est dans ce chant, comme est dans cette voix la tradition lyrique, comme est dans cette âme la Sicile, son soleil, sa mer, ses humeurs, ses paysages, ses mystères. L’enracinement est une source. Voilà peut-être ce qu’est cette « chose en plus ».

Mais c’est plus que cela. Une ambivalence féconde la structure. D’un côté la discipline absolue, faite d’exercice quotidien, de rigueur d’athlète et d’autocritique impitoyable. « Aucun critique ne sera jamais aussi dur avec moi que je le suis avec moi-même », dit-elle. Et, au rebours de tant de chanteuses décrivant leur voix dans dix ans, Rancatore semble préoccupée essentiellement de pratique quotidienne. La voix ira où elle voudra. Il n’y a pas de hâte. Aucune urgence à presser la Comtesse desNoces tant qu’elle n’aura pas fait Susanna. Aucun besoin de se déclarer frustrée par Lucia, Elvira, et les autres. Il n’est pas dans son genre non plus de décréter qu’Amina est un personnage falot : il est si beau et bon à chanter, et les affects en sont si délicats, qu’il est bien assez intéressant pour elle. La conscience vocale va loin. Elle passe par les métaphores techniques – la voix comme un fil qu’on déroule, comme un animal de compagnie qu’on tient en laisse -, et par l’écoute de soi. Ainsi, de cette vibration harmonique entre la voix et la flûte dans le fameux passage de Lucia : si cette vibration ne produit pas son lot de vibrations sonores internes, c’est que la voix et l’instrument ne consonnent pas, c’est que quelque chose alors ne va pas. Cette rigueur va jusqu’à la dureté, la précision jusqu’à l’acribie. Elle le dit elle-même : « non mi prendo in giro » - entendez, « je ne plaisante pas avec cela », « je ne me joue pas de moi ». Mais la colorature bien faite n’est pas le but de tant de peine.

Car - et c’est l’autre face - l’émotion prime tout. Non pas l’émotion construite, voulue, délibérée, mais une sorte de submersion. La technique vocale, le « tot di acuti », la discipline d’acier sont au service de cette effusion, qui prend la chanteuse à la seule lecture de la partition. C’est pour cela qu’elle accepta au pied levé Leila des Pêcheurs de Perles, dont elle ne connaissait que l’air du ténor. Pour cela aussi qu’elle a aventuré Lucia alors qu’on voulait l’enfermer dans la Poupée des Contes d’Hoffmann. Pour cela même qu’elle a tant chanté Lakmé, retrouvant un frémissement oriental et une sensualité troublante derrière les coloratures. Les artistes lyriques souvent tiennent l’émotion à distance. Elle perturbe les repères techniques. Elle peut, si une larme coule dans la gorge, empêcher de chanter. Rancatore non seulement ne la tient pas à distance, mais la convoite, l’appelle. Elle cherche cette émotion comme un moteur, une raison de chanter, d’être sur scène. L’opéra n’est qu’émotions, les gens viennent en faire provision. Alors, elle s’y laisse aller. Elle pleure. Les larmes sont dans son chant comme sur son visage.

La voici Traviata. Dans Traviata, elle pleure dès le duo avec Germont. Et la scène finale la laisse pantelante, ruisselante, défaite. Elle a fait siens les contrastes du personnage. En a repéré et perçu les failles, mais aussi les ellipses : ainsi ce conflit intérieur qui mine « E’ strano », et la fragilité profonde qui ouvre peu à peu des béances malgré le combat qu’elle livre, et perd. « Si un soprano veut rêver, elle rêve de Traviata », dit-elle. Elle l’avait chantée au concert, mais la scène impose de nouvelles exigences. Seulement, depuis l’âge de dix ans, elle a écouté les plus grandes depuis les coulisses du Teatro Massimo. Et le disque lui a enseigné Tebaldi, Moffo, Callas, Sutherland – qu’elle refuse de comparer. Elle assimile, elle intègre. Et cette Traviata que forcément elle pouvait redouter un peu lorsque Jean-Louis Grinda la lui a proposée au débotté début janvier 2013, voici qu’elle la trouve déjà prête en elle, comme déjà mûrie. L’expérience de la scène n’est pas un apprentissage pur : elle découvre ce que depuis longtemps elle savait, intimement, de ce personnage. La scène manifeste ce qui était enfoui, et fait surgir les émotions qui ne sont vraies qu’une fois chantées vraiment. Sage, Rancatore ne se donne pas de plan de carrière avec Traviata : « on verra quel rapport elle a avec moi, puis on verra qui me propose de la chanter, où, combien de fois, et avec qui ». L’autodiscipline refait surface.

Il est clair pour tous qu’il y a pour toute soprano un « avant » et un « après » Traviata. Ce n’est pas vocal seulement. L’expérience est physique, mais elle est aussi émotionnelle : elle réunit toutes les exigences parfois violemment contradictoires qui s’imposent à une artiste lyrique. Desiree Rancatore n’aime pas que l’on dise qu’elle « ose » Violetta, car en un sens, elle est totalement prête. Il n’y a pas d’audace à cela, mais une préparation ancienne, presque souterraine, en tout cas une appropriation qui n’est pas d’hier. Si elle aime les amis, le shopping, les sorties, Desiree Rancatore porte en elle aussi un sérieux infini. Rien ne la déviera de sa route, ni la solitude des chanteuses, ni les sacrifices personnels. Cette route n’est pas une carrière. C’est bien davantage. Où commencent la voix et l’art du chant s’achève l’insouciance. Sa voix est sa vie, elle est son devenir, son identité. Cela n’est pas négociable, quel qu’en soit le prix. C’est aussi cela, la « chose en plus » : une très rare intégrité.

La Traviata à l’Opéra de Monte-Carlo, les 26 et 30 janvier, 1er et 3 février (plus d'information)

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